domenica 12 luglio 2020 Vai al profilo Facebook dell'Associazione

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ANAP CONFARTIGIANATO CREMA: ALLARME PER RISCHIO POVERTA' PENSIONATI E ANZIANI

Oltre ad essere stati i più colpiti dal un punto di vista sanitario, anziani e pensionati rischiano di pagare a caro prezzo anche sotto l’aspetto economico le conseguenze dell’epidemia Covid-19.

La condizione di queste fasce sociali, resa già difficile dai provvedimenti assunti negli anni recenti, si ulteriormente aggravata in quest’ultimo periodo di emergenza, visto che queste categorie di cittadini, che raggruppano circa 16 milioni di persone, non hanno avuto particolari attenzioni e agevolazioni dalle misure di sostegno adottate in questi mesi di crisi.

Il grido d’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dall’ANAP, il sindacato degli anziani e pensionati che fa capo a Confartigianato e che da sempre si batte per tutelare e difendere i diritti delle fasce più deboli ai vari livelli territoriali.

“Purtroppo stiamo registrando come il grado di povertà tra i pensionati e gli anziani si stia sempre più ampliando – ha commentato con preoccupazione Roberto Pini, presidente dell’ANAP Confartigianato Crema – e i provvedimenti assunti dal Governo negli ultimi anni hanno accentuato la disparità fiscale a loro sfavore. La perdita del potere d’acquisto delle pensioni dovuta al ridimensionamento, quando non all’azzeramento, della rivalutazione annuale in base all’inflazione, a cui si somma l’aumento della pressione fiscale, soprattutto a livello locale, ha comportato una svalutazione dei trattamenti che arriva, secondo quando rilevato dagli studi che abbiamo esaminato, anche al 10%”. 

“Nonostante questo, i pensionati sono stati del tutto ignorati dai vari provvedimenti presi dagli ultimi Governi, a cominciare dall’assegno di 80 euro, portato poi a 100 proprio in questo periodo, in favore dei lavoratori dipendenti per finire con la recente riduzione del cuneo fiscale sempre e solo per i lavoratori dipendenti. Non va neppure dimenticato – ha proseguito il presidente Pini - che la pandemia ha ancor più aggravato la situazione degli anziani, che da una parte si sono trovati a sostenere maggiori spese, soprattutto sanitarie essendo i soggetti più fragili e più colpiti dal virus, e dall’altra si sono trovati spesso a fronteggiare situazioni familiari difficili e a supportare, anche economicamente, i loro figli a cui il Covid ha ridotto gli introiti”.

Sono necessari dunque interventi urgenti per assicurare ai pensionati un trattamento equoha concluso il presidente dell’ANAP cremasca condividendo le posizioni espresse dal presidente nazionale dell’ANAP Giudo Celaschi che permetta loro di vivere una vita dignitosa, anche perché sempre più pensionati stanno scivolando verso la condizione di povertà relativa, se non addirittura di quella assoluta. Non si comprende proprio come ben 16 milioni di cittadini siano ‘invisibili’ per la nostra classe politica! 

Per aderire all’ANAP di Crema, e per poter beneficiare del supporto che il sindacato offre e delle agevolazioni previste per gli iscritti, è possibile rivolgersi direttamente presso la sede della Confartigianato Imprese Crema in via IV Novembre n. 121 a Crema (tel 0373-87112 – Paola e Eleonora).

ENTRO IL 15 SETTEMBRE LE RICHIESTE PER “ATTIVITA' STORICHE”

Scadrà il 15 settembre prossimo la seconda “finestra” dell’anno 2020 per poter presentare in Regione Lombardia la richiesta di riconoscimento di “Attività Storica e di Tradizione”.

Dallo scorso anno, grazie all’azione svolta da Confartigianato Crema in stretta sinergia con alcuni consiglieri regionali locali e con il supporto della Confederazione lombarda, la Regione ha esteso la possibilità di richiedere il riconoscimento anche a quelle imprese artigianali che svolgono la vendita diretta di beni o servizi con vetrine poste sulla strada o situate al piano terra degli edifici (acconciatori, estetisti, calzolai e ciabattini, orologiai, restauratori, ecc), superando così il precedente vincolo rappresentato dal possesso di almeno un codice Ateco del commercio.

Oltre al requisito dell’ubicazione come sopra ricordato, per ottenere il riconoscimento regionale di “Storica Attività Artigiana” l’impresa deve poter dimostrare una documentata e accertata continuità nel tempo dell’insegna e dell’attività svolta, almeno quarant’anni senza interruzione di continuità, possibilmente anche nella stessa sede fisica o, altrimenti, in sedi diverse nell’ambito dello stesso Comune.

La sospensione dell’attività per un periodo continuativo non superiore a un anno non viene considerata interruzione di continuità.

Al fine di provare l’evidente radicamento nel tempo dell’attività stessa, è possibile dimostrare il collegamento funzionale e strutturale dei locali e degli arredi con l’attività artigiana svolta e il  mantenimento, anche parziale di attrezzi, utensili e macchinari riferiti a tecniche e modalità di produzione che si sono tramandate a livello locale.

La richiesta di riconoscimento di “storica attività artigiana” può essere presentata in Regione, oltre che dalle Associazioni di rappresentanza delle imprese, anche dalle Camere di Commercio, dagli Enti Locali e dalle associazione dei Consumatori.

Le imprese in possesso dei requisiti richiesti vengono iscritte nell’elenco regionale delle “attività storiche e di tradizione” e viene conferito il marchio identificativo. Le attività storiche e di tradizione riconosciute in Lombardia tra il 2004 e il 2020 sono oltre 2.000.

La prima attività esclusivamente artigiana della provincia di Cremona assegnataria del riconoscimento regionale, su proposta della Confartigianato Crema, l’autunno scorso è stata la bottega di acconciatura “Valentino e Enrico” gestita da Enrico Loretti e ubicata nella centralissima via Matteotti a Crema.

“Per me è stata una grande soddisfazione accompagnare una nostra storica azienda artigiana a ritirare il riconoscimento in Regione, prima tra le imprese della nostra provincia – ha commentato Pierpaolo Soffientini, presidente della Confartigianato Imprese Crema e che ha rappresentato Confartigianato Lombardia alla cerimonia del 4 dicembre scorso all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia – Dopo un impegno durato alcuni anni, sostenuto da diversi consiglieri regionali del territorio e dalla nostra confederazione regionale, abbiamo ottenuto il risultato che ci eravamo prefissati, dando la possibilità di poter ottenere questo prestigioso riconoscimento a diverse tipologie di attività artigiane che concorrono in maniera determinate a creare e consolidare l’identità urbana e il contesto socio-economico di un paese o di una città”.

“Si tratta di attività, seppur in continuo ridimensionamento numerico negli ultimi anni, – ha sottolineato il presidente Soffientini – che rappresentano una nicchia di qualità e un patrimonio di pregio sia per tradizione sia come testimonianza di un saper fare che si tramanda tra generazioni, arricchendo di grande valenza sociale e di un forte valore economico il tessuto territoriale di cui fanno parte”.

Le imprese artigiane del Cremasco che intendessero presentare richiesta in Regione di riconoscimento di “Attività Storica” possono contattare entro e non oltre venerdì 24 luglio p.v. l’Ufficio Segreteria della Confartigianato Imprese Crema (0373-87112).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ORDINANZA REGIONALE N. 573: CONFERMATO OBBLIGO DELLA MASCHERINA E DEL RILEVAMENTO TEMPERATURA SINO AL 14 LUGLIO

Con una nuova ordinanza (in allegato), Regione Lombardia ha prolungato sino al 14 luglio p.v. le misure attualmente in vigore per la  “prevenzione e gestione dell’emergenza Covid-19”.

Il nuovo provvedimento regionale, integrando le disposizioni previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 11 giugno scorso (in vigore anch’esso fino al 14 luglio), ha confermato l’obbligo su tutto il territorio regionale dell’uso della mascherina o di qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca ogni volta che ci si rechi fuori dall’abitazione, mantenendo comunque la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro in ogni attività sociale, provvedendo ad una puntuale disinfezione delle mani e adottando tutte le misure precauzionali a proteggere se stessi e gli altri dal contagio.

L’ordinanza ha ribadito, inoltre, l’obbligatorietà per il datore di lavoro di rilevare la temperatura corporea del personale dipendente prima dell’accesso al luogo di lavoro o qualora, durante l’attività, il lavoratore dovesse manifestare i sintomi da infezione da Covid (es: tosse, raffreddore, congiuntivite, difficoltà respiratorie, ecc).

Viene altresì “fortemente raccomandata” la rilevazione della temperatura anche ai clienti/utenti prima dell’accesso in azienda.

Per le attività di ristorazione con consumazione al tavolo, la rilevazione della temperatura corporea dei clienti è obbligatoria. Se tale temperatura dovesse risultare superiore a 37,5°, non sarà consentito l’accesso alla sede e l’interessato sarà informato della necessità di contattare il proprio medico curante.

Fermo restando l’obbligatorietà per tutte le attività di ottemperare, per poter operare, a quanto previsto dal “Protocollo Condiviso” del 24 aprile scorso e alle indicazioni emanate dagli organismi competenti (Inail, Iss, ecc), il provvedimento di Regione Lombardia ha riproposto le “Linee Guide” (in allegato) da adottare per lo svolgimento di particolari attività, tra cui ricordiamo:

  • Acconciatori, estetisti, tatuatori e piercing, centri massaggi e centri abbronzatura
  • Ristorazione
  • Commercio al dettaglio
  • Uffici aperti al pubblico
  • Manutenzione del verde

Nelle note tecniche delle “Linee Guida” viene ribadito di privilegiare, rispetto all’uso dei guanti monouso, la rigorosa e frequente igiene delle mani con acqua e sapone o soluzione idro-alcolica o altri prodotti igienizzanti, sia per clienti/visitatori/utenti, sia per i lavoratori (fatti salvi, per questi ultimi, tutti i casi di rischio specifico associato alla mansione).

Confermate le indicazioni per quanto riguarda il ricambio d’aria e l’uso degli impianti di climatizzazione nelle attività di ristorazione, servizi alla persona, commercio al dettaglio e uffici aperti al pubblico che prevedono:

Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria”.

Infine l’Ordinanza Regionale prevede la ripresa dell’attività di discoteche e sale da ballo per il prossimo 10 luglio.

 

LE PROPOSTE DI CONFARTIGIANATO IMPRESE AGLI “STATI GENERALI”

Con una qualificata delegazione guidata dal presidente nazionale Giorgio Merletti, Confartigianato Imprese ha partecipato agli “Stati Generali” convocati dal presidente del consiglio Conte, indicando al premier una serie di proposte finalizzate al superamento del difficile momento determinato dall’emergenza sanitaria e al rilancio del sistema produttivo e dell’economia del nostro Paese.

“L’Italia, nella straordinarietà del momento che tutti avvertiamo, ha l’occasione di guardare ai propri punti di forza e ai propri punti di debolezza. – ha esordito il segretario della Confartigianato Crema Giulio Baroni nel presentare i suggerimenti della confederazione nazionale al Governo – L’anomala situazione che la pandemia e il forzato lockdown hanno provocato possiamo coglierla come occasione per cambiare quel che non va. Dobbiamo concentrare tutti gli sforzi e utilizzare tutte le risorse disponibili, comprese quelle europee, per realizzare le riforme necessarie, recuperando ritardi, inefficienze e diseconomie, e per valorizzare il nostro tessuto produttivo di cui la piccola impresa di territorio è il vero punto di forza”.

BUROCRAZIA E SEMPLIFICAZIONE

Un posto di rilievo tra gli interventi prioritari indicati da Confartigianato spetta al tema della semplificazione e dell’efficientamento della burocrazia: “Le riforme finora proposte in questo settore non hanno avuto successo e le complicazioni burocratiche rappresentano un vero freno allo sviluppo delle imprese, specie per quelle più piccole. E’ venuto il momento di liberarsi da questa zavorra. – ha evidenziato il segretario Baroni   La prima criticità da cui partire riguarda le competenze dei diversi livelli di governo. Mai come in questa fase le imprese si sono dovute confrontare con un numero ingente di atti di livello nazionale, regionale e locale, spesso tra di loro contraddittori. Una criticità resa ancor più acuta dalla scarsa chiarezza delle norme, dalla difficoltà ad ottenere informazioni operative, dalla difformità di interpretazione e dai controlli privi del necessario coordinamento”.

“E’ giunto pertanto il momento per il cittadino e le imprese di avere un interlocutore unico dal quale ottenere informazioni trasparenti e risposte rapide.  ha proseguito Baroni – Insomma si devono creare le condizioni per cui le Pubbliche Amministrazioni non richiedano in continuazione all’impresa ciò che è già in loro possesso. Allo stesso tempo bisogna ridurre la quantità di leggi esistenti e applicare concretamente altri due principi fondamentali: quello per cui per ogni norma introdotta deve esserne eliminata una esistente e quello del divieto di introdurre oneri e adempimenti superiori rispetto a quelli richiesti dalle normative europee in fase di recepimento nel nostro ordinamento”.

FISCO

Altro tema di importanza strategica per Confartigianato è quello relativo al fisco e ad una sua ormai improrogabile riforma in grado di generare una politica fiscale sostenibile che privilegi le imprese, il lavoro e i lavoratori, contrastando in maniera efficace l’evasione e l’abusivismo.

Il fisco va riformato eliminando le complicazioni burocratiche, semplificando la giungla di deduzioni e detrazioni, assicurando pari trattamento a tutti i redditi da lavoro e garantendo uniformità di trattamento nella tassazione del reddito d’impresa indipendentemente dalla forma giuridica dell’impresa stessa” ha sottolineato il segretario della Confartigianato Crema.

“Il tema del pagamento dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione risulta ancora non risolto e pertanto deve essere introdotta la possibilità di una compensazione diretta e generalizzata per tutti tra crediti commerciali e debiti tributari, previdenziali e assistenziali. Considerato poi che la chiusura forzata delle attività, specie di quelle più piccole, ha comportato una forte crisi di liquidità è necessario prevedere una proroga dei versamenti delle imposte relativi al 2019 a settembre come avvenuto, peraltro, già lo scorso anno”.

“La straordinarietà del momento, poi,  deve portare all’abrogazione di adempimenti che sottraggono liquidità alle imprese, quali lo split payment e il reverse charge, nonché la riduzione della ritenuta applicata sui bonifici che danno diritto a detrazioni d’imposta. Infine si è chiesto di rendere detraibili parte delle spese sostenute dai consumatori finali che comporterebbe il recupero di evasione e un’efficace lotta all’abusivismo”.

LAVORO

Nel documento confederale con sono mancate le proposte in materia di lavoro, come ha spiegato il segretario Giulio Baroni:Nel pieno dell’emergenza si è correttamente puntata l’attenzione sugli ammortizzatori sociali e sugli aiuti da dare a lavoratori, autonomi, e cittadini per fronteggiare la eccezionale situazione di crisi. Misure da cui non era possibile prescindere. Ma i sussidi non devono diventano il fine dell’azione di governo. Al centro della ripartenza va messa la centralità del lavoro, premiando chi lavora e chi crea lavoro e pertanto occorrere rimuovere urgentemente gli ostacoli che scoraggiano le imprese ad assumere”.

“Per contrastare la forte decrescita del tasso di occupazione è necessario abbandonare l’attuale rigide regole dei contratti a termine. Così come bisogna offrire una vera garanzia ai datori di lavoro che il Covid contratto dai propri dipendenti, quando considerato infortunio sul lavoro, non comporti responsabilità in sede penale e civile, nonché l’azione di regresso da parte dell’Inail. La norma sin ora varata dal Governo non è sufficiente. Considerato poi che il lavoro agile è destinato a diventare sempre più centrale nell’organizzazione del lavoro, occorre evitare di regolamentarlo rigidamente prevedendo nel contempo incentivazioni economiche per le piccole e medie imprese che intendano usufruirne. In tema di ammortizzatori socialiha concluso il segretario della Confartigianato cremasca – sarebbe un errore gravissimo quello di ripensare il sistema attraverso un ammortizzatore sociale unico ed uguale per tutti. Il tema non è quello di avere un unico ammortizzatore per tutti, ma quello che tutti abbiano un ammortizzatore”.

 

 

EMERGENZA SANITARIA E "PRIVACY"

Alcune misure di contrasto e contenimento dell’emergenza sanitaria Covid-19 previste dalle disposizioni nazionali e regionali attualmente in vigore, e a cui devono attenersi tutte  le imprese che hanno ripreso l’attività, comportano necessariamente l’adozione o l’adeguamento delle procedure aziendali relative alla al trattamento dei dati personali (privacy).

Al fine di favorire l’applicazione più corretta e completa possibile di questi adempimenti, di seguito riportiamo, in sintesi, alcune indicazioni presenti anche sul sito del “Garante per la Protezione dei Dati Personali” (Faq).

RILEVAZIONE TEMPERATURA CORPOREA DEL PERSONALE DIPENDENTE 

I Protocolli di sicurezza anti-contagio e le Linee Guida prevedono, tra le misure per il contrasto alla diffusione del virus, la rilevazione della temperatura corporea del personale dipendente per l’accesso ai locali e alle sedi aziendali.

Tuttavia viene stabilito che non è ammessa la registrazione del dato acquisito.

È possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura stabilita dalla legge (37.5°) solo qualora sia necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso al luogo di lavoro.

RILEVAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA DI CLIENTI – FORNITORI – VISITATORI 

I Protocolli di sicurezza anti-contagio e le Linee Guida prevedono anche, tra le misure per il contrasto alla diffusione del virus, la rilevazione, obbligatoria o consigliata, della temperatura corporea di fornitori, visitatori e clienti per l’accesso ai locali e alle sedi aziendali.

In questo caso, anche qualora la temperatura risulti superiore alla soglia di 37,5° non è di regola necessario registrare il dato che ha motivato il diniego di accesso ai locali aziendali.

RICHIESTA DI INFORMAZIONI IN MERITO ALL’EVENTUALE ESPOSIZIONE AL CONTAGIO DA COVID-19 

In base alla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro il dipendente ha l’obbligo di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza all’interno dell’azienda.

Tra le misure di prevenzione e contenimento del contagio che i datori di lavoro devono adottare, vi è la preclusione dell’accesso alla sede di lavoro a chi, nei 14 giorni precedenti, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS.

A tal fine è possibile richiedere una dichiarazione che attesti tali circostanze sia al personale dipendente che a soggetti terzi (es. utenti, fornitori, visitatori e clienti).

In ogni caso dovranno essere raccolti solo i dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da Covid-19, e astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva, alle specifiche località visitate o altri dettagli relativi alla sfera privata.

ELENCHI DEI CLIENTI 

Le disposizioni in materia di contenimento del contagio prevedono per alcune attività (area benessere, ristorazione, consumazione sul posto di alimenti e bevande, ecc) l’obbligo di mantenere per 14 giorni l’elenco dei clienti al fine di poter individuare, nel caso, la catena di contagio.

Oggetto del presente trattamento dovranno essere i dati personali comuni (nome, cognome, recapito telefonico) preferibilmente raccolti al momento della prenotazione o della fissazione dell’appuntamento.

“INFORMATIVA” SPECIFICA RELATIVA AL RILEVAMENTO DELLA TEMPERATURA  - ALLA RICHIESTA DI AUTOCERTIFICAZIONE PER ESPOSIZIONE AL CONTAGIO  E ALLA CONSERVAZIONE ELENCO CLIENTI  

In tutti in casi sopra riportati si tratta di circostanze che rientrano nei trattamenti dei dati personali e pertanto è necessario informare gli interessati, siano essi dipendenti o soggetti terzi, del fatto che i loro dati, sanitari e non, verranno trattati solo in relazione alla gestione dell’emergenza sanitaria. 

L’INFORMATIVA potrà essere consegnata direttamente all’interessato e fatta firmare per presa visione, oppure esposta in alcune zone aziendali (spogliatoi dipendenti, bacheca, ingresso clienti/visitatori, aree di attesa, cassa, ecc) a disposizione 

TEMPO DI CONSERVAZIONE DI DATI RACCOLTI AI FINI DL CONTENIMENTO DELL’EMERGENZA SANITARIA 

I dati raccolti nell’ambito della gestione dell’emergenza sanitaria, quale la rilevazione della temperatura dei dipendenti superiore a 37.5° e l’autocertificazione relativa all’eventuale esposizione al contagio, non potranno essere conservati oltre il periodo dell’emergenza, salvo diversa disposizione delle Autorità competenti.

I dati contenuti negli elenchi dei clienti delle attività soggette a questo adempimento saranno conservati per 14 giorni.

RISERVATEZZA SULL’IDENTITA’ DEL DIPENDENTE AFFETTO DA COVID-19

Il datore di lavoro non può rendere nota l’identità del dipendente affetto da Covid-19 agli altri dipendenti.

Al fine di tutelare la salute degli altri lavoratori spetta alle autorità sanitarie competenti informare i “contatti stretti” del contagiato, per attivare le previste misure di profilassi.

Il datore di lavoro è invece tenuto a fornire alle istituzioni competenti le informazioni necessarie affinché le stesse possano assolvere ai compiti previsti dalla normativa.

La comunicazione di informazioni relative alla salute dei dipendenti, sia all’esterno che all’interno dell’azienda, può avvenire esclusivamente qualora ciò sia previsto da disposizioni normative o disposto dalle autorità competenti (es. esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da Covid-19 e in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali “contatti stretti” di un lavoratore risultato positivo).

REGISTRO DEI TRATTAMENTI

La rilevazione della temperatura corporea, la richiesta dell’autocertificazione relativa all’esposizione al contagio e la predisposizione degli elenchi dei clienti sono circostanze per le quali è necessario aggiornare il Registro dei Trattamenti in quanto, ogniqualvolta vi sia un cambiamento circa la tipologia, le finalità e/o le modalità di trattamento dei dati è necessario aggiornare detto Registro.

In particolare con l’acquisizione di dati relativi allo stato di salute per la finalità di prevenzione dal contagio da Covid-19 sarà necessario creare un’apposita sezione del Registro dei Trattamenti legata allo stato emergenziale.

 

 

 

SANIFICAZIONE: I REQUISITI PER LE IMPRESE DEL SETTORE

Le corrette prassi per contenere l’emergenza sanitaria e le disposizioni sia nazionali che regionali previste dalle Linee Guida per la ripresa delle attività economiche prevedono la regolare effettuazione di interventi di pulizia, igienizzazione e sanificazione dei luoghi di lavoro, degli impianti e delle attrezzature.

Si tratta di attività che non possono essere improvvisate o affidate al “miglior offerente” ma, in modo particolare per quanto riguarda la sanificazione, è necessario che le imprese che effettuano gli interventi siano in possesso di tutti i requisiti e le idoneità tecnico-professionali previste dalle normative di settore.

Al fine di fare chiarezza su questo delicato tema, Unioncamere ha pubblicato di recente un documento che individua e riassume i requisiti prescritti per svolgere le attività di: sanificazione degli ambienti, sanificazione dei mezzi di trasporto pubblici, sanificazione degli impianti di condizionamento degli automezzi, ozonizzazione degli ambienti, sanificazione degli impianti al servizio degli edifici e igienizzazione degli automezzi.

1.         L’attività di sanificazione degli ambienti e delle loro pertinenze è riservata alle imprese di pulizia che abbiano i requisiti previsti dalla legge 82/1994 e che siano iscritte e certificate dal Registro delle Imprese – REA per la specifica categoria “imprese di sanificazione” (codice Ateco 81.29.1). La sanificazione degli oggetti in quanto tali o di macchinari in genere possono effettuarla anche altre imprese con attività libera, tenendo conto delle limitazioni e specificazioni riportate nei punti successivi.

2.         La sanificazione di mezzi adibiti al traporto pubblico è riservata alle imprese di pulizia che abbiano i requisiti previsti dalla legge n. 82/1994 e che siano iscritte e certificate dal Registro delle Imprese – REA per la specifica categoria “imprese di sanificazione” (codice Ateco 81.29.1).

3.         La sanificazione dei taxi (compresi i Van a 16 o minor numero di posti) è riservata alle imprese di pulizia che abbiano i requisiti previsti dalla legge n. 82/1994 e che siano iscritte e certificate dal Registro delle Imprese – REA per la specifica categoria “imprese di sanificazione” (codice Ateco 81.29.1) se il titolare dell’impresa dimostra l’avvenuta sottoscrizione di un contratto per la prestazione continuativa di sanificazione di tali mezzi di trasporto. L’elemento della “prestazione costante e continuativa del servizio” è una caratteristica importante nel caso si voglia portare la spesa sostenuta a credito d’imposta.

4.         L’attività di ozonizzazione degli ambienti, intervenendo sul controllo e miglioramento del microclima degli ambienti stessi, rientra nell’attività di sanificazione riservata alle imprese di pulizia (codice Ateco 81.29.1) che abbiano i requisiti previsti dalla legge 82/1994 e che siano iscritte e certificate dal registro delle imprese – REA per la specifica categoria “imprese di sanificazione”.

ATTENZIONE: nel valutare il credito di imposta, in tutti questi primi quattro casi il committente, gli organi di vigilanza e controllo e l’Agenzia delle Entrate dovranno verificare che l’impresa che ha eseguito l’attività sia iscritta nel Registro delle Imprese – REA quale impresa di pulizia, sezione “sanificazione”.

5.         Gli impianti di condizionamento delle autovetture possono e devono essere sanificati dalle imprese di autoriparazione, considerato che detta attività non rientra tra le attività libere, come la sostituzione del filtro dell’aria, previste dalla normativa di settore. La certificazione del Registro delle Imprese – REA (codice Ateco 45.20.3) non espliciterà l’attività di sanificazione in quanto è ricompresa nell’attività principale. Nel valutare il credito di imposta il committente, gli organi di vigilanza e controllo e l’Agenzia delle Entrate dovranno verificare che l’impresa che ha eseguito l’attività sia iscritta nel registro delle imprese – REA quale autoriparatore, sezione meccatronica.

6.         La sanificazione degli impianti al servizio degli edifici (ad esempio, impianti di condizionamento, climatizzazione, ecc) non rientra nella manutenzione ordinaria e deve essere eseguita solo da imprese di installazione e manutenzione degli impianti in possesso dei requisiti previsti dal Decreto Ministeriale 37/08 (codice Ateco 43.22.01). La certificazione del Registro delle Imprese – REA non espliciterà l’attività di sanificazione perché è ricompresa nell’attività principale e perché indicarla genera confusione con le attività riservate alle imprese di pulizia che utilizzano la specifica dizione.

Anche in questo caso, nel valutare il credito di imposta il committente, gli organi di vigilanza e controllo e l’Agenzia delle Entrate dovranno verificare che l’impresa che ha eseguito l’attività sia iscritta nel Registro delle Imprese – REA quale impiantista e nella sezione (sono sette) specifica per la tipologia di impianto.

7.         L’igienizzazione degli automezzi può essere svolta delle imprese di autolavaggio (codice Ateco 45.20.91).

L’Ufficio Segreteria e l’Ufficio Categorie della Confartigianato Crema sono a disposizione per ulteriori informazioni, la verifica dei requisiti e la predisposizioni delle richieste per le imprese che volessero iniziare o ampliare la propria attività in questo settore (Monica Miano 0373-87112)

Le notizie

AUTOTRASPORTO: ENTRO IL 31 LUGLIO PRESENTAZIONE DOMANDE RIMBORSO ACCISE GASOLIO 2° TRIMESTRE 2020

Si informa che l’Agenzia delle Dogane ha pubblicato sul proprio sito web il software e le istruzioni per la presentazione delle domande di rimborso delle accise sul gasolio consumato nel 2° trimestre 2020, dal 1° aprile al 30 giugno 2020.

Per quanto riguarda i consumi di gasolio effettuati tra il 1° aprile ed il 30 giugno dell’anno in corso, la dichiarazione di rimborso necessaria alla fruizione del beneficio fiscale può essere presentata dal 1° al 31 luglio 2020.

L'Agenzia delle Dogane precisa che l’importo riconosciuto per il secondo trimestre corrisponde a 214,18 euro per mille litri.

Possono presentare domanda di rimborso le imprese per i consumi dei veicoli aventi peso complessivo pari o superiore a 7,5 tonnellate equipaggiati con motore Euro 3 o superiori.

Le imprese che hanno diritto al rimborso possono fruire dell’agevolazione usando il modello F24 con il codice tributo 6740.

Per la domanda sono considerati solo gli acquisti provati attraverso fattura.

Le dichiarazioni devono essere inviate all’Agenzia delle Dogane esclusivamente per via telematica, usando il software che si scarica nel sito della stessa Agenzia.

La nota ricorda anche che il credito maturato nel I° trimestre 2020 deve essere usato in compensazione entro il 31 dicembre 2021, mentre la presentazione dell’istanza di rimborso in denaro delle eccedenze non utilizzate in compensazione, dovrà essere presentata entro il 30 giugno 2022.

CONFARTIGIANATO CREMA: “SPORTELLO PRIVACY” PER LE IMPRESE

Da più di due anni  è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo in materia privacy per quanto riguarda il trattamento e la protezione dei dati personali (GDPR 679/2016).

Una materia ostica che sta incontrando ancora resistenze da parte delle imprese che faticano ad orientarsi sulla reale portata della norma e sugli adempimenti operativi da mettere in pratica.

“SPORTELLO PRIVACY”  CONFARTIGIANATO CREMA

Per questo motivo Confartigianato Imprese Crema, tramite la società di servizi Artigianservice, oltre ad essersi attivata con incontri per fornire tutte le informazioni riguardanti la nuova disciplina, ha attivato uno “Sportello Privacy” in grado di fornire agli imprenditori le soluzioni più rispondenti alle proprie necessità così da potersi adeguare alla normativa in modo sicuro, rapido, snello  e anche economicamente vantaggioso, evitando di incorrere nel rischio delle elevate sanzioni penali e amministrative previste dal Regolamento Europeo (fino a 20 milioni di euro o dal 2% al 4% del fatturato).

Referente dello “Sportello Privacy”  il Segretario della Confartigianato Crema Giulio Baroni che ci ha illustrato le attività messe a disposizione delle imprese del territorio; “L’approccio alla nuova normativa in materia di protezione e trattamento dei dati non è stato certo facile per le imprese, soprattutto per quelle meno strutturate, considerato appunto che la nuova impostazione della disciplina europea non è più basata esclusivamente sull’imposizione di una serie di adempimenti formali. Infatti il GDPR punta alla responsabilizzazione dell’azienda, chiamata a verificare la propria situazione valutando gli eventuali rischi e ponendo poi in essere specifiche azioni concrete anche da un punto di vista organizzativo. Pertanto, partendo da questo concetto, nessuna impresa, seppur piccola o operante nei settori tradizionali, può considerarsi a priori esclusa dall’applicazione del regolamento europeo ma deve effettuare un’attenta e approfondita analisi della situazione interna. Pertanto con altre associazioni territoriali di Confartigianato Lombardia abbiamo creato un apposito servizio per la messa in atto delle disposizioni del regolamento”.

In cosa consistono le attività del vostro “Sportello Privacy”?

“Il primo passaggio è di tipo informativo-conoscitivo per individuare quale tipo di dati e con quali modalità vengono trattati all’interno dell’impresa. Quindi per le situazioni più complesse viene proposto l’affiancamento di professionisti del settore con i quali sono state attivate apposite convezioni al fine di fornire le massime garanzie alle imprese alle migliori condizioni possibili. Una seconda opzione, invece, prevede un percorso di adeguamento sviluppato direttamente dallo ‘sportello’ associativo, con l’utilizzo di piattaforma informatica appositamente creata che, una volta impostata, viene poi gestita direttamente dall’azienda. Il servizio è personalizzato in base al tipo di attività e al livello di rischio e consente di adeguarsi in poche ore, costruendo, con il sostegno del nostro personale, le informative, gli eventuali consensi, il registro dei trattamenti, l’analisi dei rischi e gli altri documenti necessari per la corretta gestione di quanto previsto dal GDPR. Un servizio, come già sottolineato, che punta anche a garantire un contenimento dei costi rispetto a quanto attualmente previsto dal mercato”.

Le aziende che fossero interessate all’attivazione del servizio possono contattare lo “Sportello Privacy” della Confartigianato Imprese Crema (Via IV Novembre n. 121/123 – tel 0373/87112 – Granata Laura) per fissare un appuntamento.

 

Antiriciclaggio: dal 1° luglio 2020 nuovo limite utilizzo contanti

Il Collegato alla Legge Finanziaria 2020 ha ridotto a 1.999 euro il limite per l’utilizzo del contante.

Pertanto a decorrere dal 1° luglio 2020 è vietato il trasferimento di denaro contante, di libretti e titoli al portatore, quando il valore dell’operazione oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 2.000,00 euro.

Il divieto opera anche in caso di pagamenti artificiosamente frazionati ciascuno di valore inferiore ad € 2.000,00.
Il frazionamento in più importi inferiori al limite è ammesso nel caso in cui lo stesso sia previsto da prassi commerciali ovvero conseguenza della libertà contrattuale (ad esempio, vendite a rate).

Sono assolutamente da evitare transazioni in contanti (se di importo pari e/o superiore a € 2.000,00) di:

  • Incassi o pagamenti di fatture;
  • Regolazione di partite in sede di chiusura bilancio o rilevazione di prestiti da soci come pure conferimenti di società o versamenti a fondo perduto;
  • Distribuzione utili da società a soci;
  • Registrazione in prima nota di pagamenti o incassi;
  • Incassi di caparra o cauzione;

Ricordiamo inoltre che:

  • Gli assegni pari o superiori a 1.000 euro devono recare sin dall’origine la clausola di non trasferibilità.
  • Vengono tracciate le operazioni con utilizzo di banconote da 200,00 e 500,00 euro per importi unitari superiori a € 2.500,00.

Il mancato rispetto della normativa (che coinvolge sia chi paga che chi accetta il pagamento) è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria dall’1% al 40% dell’importo trasferito (minimo  € 2.000,00) per le violazioni commesse dal 1° luglio 2020.

Dal 1° Gennaio 2022 il limite sarà ulteriormente ridotto a 1.000,00 euro.

CENPI-CONFARTIGIANATO: Tanti vantaggi per l'impresa e la famiglia su luce e gas

Tra i servizi offerti dal sistema Confartigianato uno dei maggiormente apprezzati e in continua espansione è senza dubbio quello relativo alla fornitura di energia elettrica e gas gestito attraverso il C.En.P.I, il (Consorzio Energia per le Piccole Imprese) che vede tra i propri soci anche la Confartigianato Imprese Crema presso la cui sede di Via IV Novembre 121 è operante tutti i giorni uno sportello.

Referente dell’Ufficio C.En.P.I dell’Associazione cremasca è Patrini Patrizia, alla quale abbiamo chiesto di presentarci il Consorzio: “Il C.En.P.I. opera come gruppo d'acquisto e quindi è in grado di individuare i fornitori migliori e ottenere i prezzi più convenienti sul mercato sia per l’energia elettrica che per il gas. Attraverso l’aggregazione dei consumi di più di 25000 utenze il Consorzio riesce a trattare con i maggiori fornitori di energia e gas ottenendo i migliori prezzi di mercato. Inoltre viene offerta assistenza e consulenza, qualificata e costante, finalizzata all'individuazione delle soluzioni migliori per ottimizzare le forniture e alla risoluzione di problematiche specifiche”.

A chi sono rivolti i servizi del C.En.P.I.? “Il consorzio rappresenta gli interessi della micro, piccola e  media impresa, ma anche di tutti coloro che intendono avere un referente qualificato, indipendente e, soprattutto, che sta dalla parte dei propri clienti. Inoltre da alcuni anni il Consorzio rappresenta anche gli interessi degli utenti domestici e ad oggi migliaia di famiglie, ma anche enti, istituzioni, parrocchie e associazioni, hanno scelto la professionalità e l’affidabilità  del C.En.P.I. per la fornitura di energia elettrica e gas”.

Quali sono i reali vantaggi per chi aderisce al C.En.P.I.?Il risparmio effettivo in termini economici sia per l’energia elettrica che per il gas è notevole. Inoltre viene garantita assistenza gratuita e dedicata da parte di funzionari specializzati e un servizio di qualità senza rischi di interruzione, senza la necessità di sostituire il proprio contatore e senza la richiesta di sottoscrizione di abbonamenti o di quote di adesione. Le bollette dell’energia continuano ad essere una voce di costo importante sia per le imprese che per le famiglie. il Consorzio Cenpi di Confartigianato dimostra ancora una volta che risparmiare, ed evitare brutte sorprese, non solo è possibile, ma è una certezza se ci si affida a un operatore serio e che lavora direttamente sul territorio”.

Come si deve fare per aderire al C.En.P.I.? “E’ molto semplice. Ci si rivolge al nostro sportello dove, prima di qualsiasi impegno di fornitura, è possibile richiedere gratuitamente un preventivo, non vincolante, dei costi di fornitura sulla base del proprio fabbisogno energetico. L’adesione all’offerta, poi, non comporta spese di migrazione né di impianti, in quanto l’erogazione utilizza la rete già esistente. Inoltre la fatturazione è chiara e comprensibile con l’ulteriore vantaggio di avere sempre come interlocutore per qualsiasi problema e informazione una persona fisica e non anonimi call center”.

Un supporto importante anche in vista della fatidica scadenza del 1° luglio 2020? “Molti utenti ancora non sanno, o ne sono scarsamente informati, che 1° luglio 2020 sarà una data cruciale per le forniture di luce e gas. Infatti per completare il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero, sparirà la ‘Maggior Tutela’, cioè la tariffa con i prezzi calmierati dallo Stato. In altre parole, tutti gli utenti saranno costretti, se ancora non l’hanno fatto, a trovare la proposta più adeguata alle loro esigenze tra i diversi fornitori, con tutte le incertezze del caso legate a prezzi, durata dei contratti ed eventuali bonus promozionali. Il 1° luglio 2020 apparentemente è una data lontana. In realtà per le famiglie e le imprese italiane è molto più vicina di quanto sembri. Per questo è importante avere un punto di riferimento sicuro come il C.En.P.I. per affrontare questo passaggio, saper scegliere quella più conveniente tra 700 fornitori e migliaia di offerte”

Per informazioni, preventivi e sottoscrizione di contratti è possibile rivolgersi presso lo “Sportello C.En.P.I.” – Confartigianato Imprese Crema (Via IV Novembre n. 121/123 – tel 0373/87112) referente signora Patrizia Patrini

AUTOTRASPORTO: DIVIETI CIRCOLAZIONE ANNO 2020

Con il decreto n. 578 del 12 dicembre 2019 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha diramato le direttive ed il calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per l’anno 2019 per i veicoli ed i complessi di veicoli, per il trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate.

Ecco nel dettaglio il calendario completo:

LUGLIO: sabato 4 - sabato 11 - sabato 18 - sabato 25 dalle 8,00 alle 16,00; domenica 5 - domenica 12 - domenica 19 - domenica 26 dalle 7,00 alle 22,00; venerdì 24 - venerdì 31 dalle 16 alle 22,00;

AGOSTO: sabato 1 - sabato 22 - sabato 29 dalle 8,00 alle 16,00; domenica 2 - domenica 9 - sabato 15 -  domenica 16 - domenica 23 - domenica 30 dalle 7,00 alle 22,00; venerdì 7 - venerdì 14 dalle 16,00 alle 22,00; sabato 8 dalle 8,00 alle 22,00;

SETTEMBRE: domenica 6 - domenica 13 - domenica 20 - domenica 27 dalle 7,00 alle 22,00;

OTTOBRE: domenica 4 - domenica 11 - domenica 18 - domenica 25 dalle 9,00 alle 22,00;

NOVEMBRE: domenica 1 - domenica 8 - domenica 15 - domenica 22 - domenica 29 dalle ore 9,00 alle ore 22,00;

DICEMBRE: domenica 6 - martedì 8 - domenica 13 - domenica 20 - venerdì 25 - sabato 26 - domenica 27 dalle 9,00 alle 22,00.

Tra le varie deroghe e precisazioni si ricorda che:

  1. Per i veicoli provenienti dall’estero e dalla Sardegna, muniti di idonea documentazione l’orario di inizio del divieto è posticipato di 4 ore.

  2. Per i veicoli diretti all’estero, muniti di idonea documentazione attestante la destinazione del viaggio, l’orario di termine del divieto è anticipato di due ore, così come per i veicoli diretti in Sardegna l’orario di termine del divieto è anticipato di 4 ore.

  3. È possibile, in base alle disposizioni del Decreto in oggetto, ottenere deroghe particolari dalle Prefettura che, accertata la reale rispondenza di quanto richiesto ove non sussistano motivazioni contrarie, rilascia il provvedimento autorizzativi.

    Presso la Segreteria della Confartigianato Imprese Crema (tel. 0373/87112) è possibile consultare il testo completo del Decreto e ottenere le necessarie informazioni

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