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LEGGE DI BILANCIO 2023. IL GIUDIZIO E I CORRETTIVI RICHIESTI DA CONFARTIGIANATO

Sulla Legge di Bilancio 2023, Confartigianato, pur esprimendo un parere sostanzialmente positivo, ha messo in evidenza diverse criticità, sottolineando come ci sia ancora molto da fare sui temi caldi dei bonus edilizia, degli oneri dell’energia e dell’apprendistato.

Come ha dichiarato il presidente di Confartigianato nazionale Marco Granelli, si reputano infatti apprezzabili gli impegni del Governo inseriti nella Legge di Bilancio 2023 ed espressi con una pragmatica risposta all’emergenza energetica e con linee di intervento di più ampio respiro che incrociano (pur non soddisfandole pienamente) le aspettative più volte ribadite dalla confederazione.

La norma, costruita in tempi record, in un quadro di compatibilità con le misure del Pnrr e i conti della finanza pubblica, si pone certamente in continuità con i provvedimenti già assunti dal precedente Esecutivo e concentra le risorse sulla priorità di ridurre l’impatto dei rincari dell’energia su imprese e famiglie.

Inoltre, come sollecitato da Confartigianato, è orientata a gettare le basi della tanto attesa riforma fiscale, a semplificare la vita delle imprese e a salvaguardare concretamente il sistema manifatturiero made in Italy, favorendo anche la creazione di lavoro.

Tuttavia, la manovra è carente su alcuni aspetti che stanno particolarmente a cuore al mondo dell’artigianato e delle MPMI.

In particolare, si deve segnalare che mancano all’appello misure importanti che erano state chieste e sulle quali si sollecitiano azioni rapide e risolutive, come lo sblocco dei crediti fiscali incagliati delle aziende che hanno utilizzato i bonus edilizia, il taglio degli oneri generali di sistema nelle bollette di luce e gas delle imprese con potenza superiore a 16,5 kW, e la decontribuzione triennale per le assunzioni di apprendisti.

Fra le soluzioni già indicate da Confartigianato:

  • per lo sblocco dei crediti fiscali incagliati si suggerisce di affidare ad un compratore di ultima istanza come Cassa Depositi e Prestiti l’acquisto dei crediti fiscali;
  • per quanto riguarda i costi dell’energia, si chiede di eliminare definitivamente gli oneri generali di sistema dalle bollette elettriche delle imprese manifatturiere con potenza sopra i 16,5 kW. Non è pensabile, infatti, chiedere ad un imprenditore passato dai 7mila euro mensili di costi energetici del 2021 ai 14mila euro mensili del 2022, di sborsare, dal prossimo anno, anche 2mila euro al mese per gli oneri generali del sistema elettrico;
  • sul fronte della formazione al lavoro, Confartigianato chiede che venga ripristinata la decontribuzione totale, per i primi tre anni, del contratto di apprendistato applicato dalle imprese artigiane e dalle aziende fino a 9 dipendenti.

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