domenica 12 luglio 2020 Vai al profilo Facebook dell'Associazione

LE PROPOSTE DI CONFARTIGIANATO IMPRESE AGLI “STATI GENERALI”

Con una qualificata delegazione guidata dal presidente nazionale Giorgio Merletti, Confartigianato Imprese ha partecipato agli “Stati Generali” convocati dal presidente del consiglio Conte, indicando al premier una serie di proposte finalizzate al superamento del difficile momento determinato dall’emergenza sanitaria e al rilancio del sistema produttivo e dell’economia del nostro Paese.

“L’Italia, nella straordinarietà del momento che tutti avvertiamo, ha l’occasione di guardare ai propri punti di forza e ai propri punti di debolezza. – ha esordito il segretario della Confartigianato Crema Giulio Baroni nel presentare i suggerimenti della confederazione nazionale al Governo – L’anomala situazione che la pandemia e il forzato lockdown hanno provocato possiamo coglierla come occasione per cambiare quel che non va. Dobbiamo concentrare tutti gli sforzi e utilizzare tutte le risorse disponibili, comprese quelle europee, per realizzare le riforme necessarie, recuperando ritardi, inefficienze e diseconomie, e per valorizzare il nostro tessuto produttivo di cui la piccola impresa di territorio è il vero punto di forza”.

BUROCRAZIA E SEMPLIFICAZIONE

Un posto di rilievo tra gli interventi prioritari indicati da Confartigianato spetta al tema della semplificazione e dell’efficientamento della burocrazia: “Le riforme finora proposte in questo settore non hanno avuto successo e le complicazioni burocratiche rappresentano un vero freno allo sviluppo delle imprese, specie per quelle più piccole. E’ venuto il momento di liberarsi da questa zavorra. – ha evidenziato il segretario Baroni   La prima criticità da cui partire riguarda le competenze dei diversi livelli di governo. Mai come in questa fase le imprese si sono dovute confrontare con un numero ingente di atti di livello nazionale, regionale e locale, spesso tra di loro contraddittori. Una criticità resa ancor più acuta dalla scarsa chiarezza delle norme, dalla difficoltà ad ottenere informazioni operative, dalla difformità di interpretazione e dai controlli privi del necessario coordinamento”.

“E’ giunto pertanto il momento per il cittadino e le imprese di avere un interlocutore unico dal quale ottenere informazioni trasparenti e risposte rapide.  ha proseguito Baroni – Insomma si devono creare le condizioni per cui le Pubbliche Amministrazioni non richiedano in continuazione all’impresa ciò che è già in loro possesso. Allo stesso tempo bisogna ridurre la quantità di leggi esistenti e applicare concretamente altri due principi fondamentali: quello per cui per ogni norma introdotta deve esserne eliminata una esistente e quello del divieto di introdurre oneri e adempimenti superiori rispetto a quelli richiesti dalle normative europee in fase di recepimento nel nostro ordinamento”.

FISCO

Altro tema di importanza strategica per Confartigianato è quello relativo al fisco e ad una sua ormai improrogabile riforma in grado di generare una politica fiscale sostenibile che privilegi le imprese, il lavoro e i lavoratori, contrastando in maniera efficace l’evasione e l’abusivismo.

Il fisco va riformato eliminando le complicazioni burocratiche, semplificando la giungla di deduzioni e detrazioni, assicurando pari trattamento a tutti i redditi da lavoro e garantendo uniformità di trattamento nella tassazione del reddito d’impresa indipendentemente dalla forma giuridica dell’impresa stessa” ha sottolineato il segretario della Confartigianato Crema.

“Il tema del pagamento dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione risulta ancora non risolto e pertanto deve essere introdotta la possibilità di una compensazione diretta e generalizzata per tutti tra crediti commerciali e debiti tributari, previdenziali e assistenziali. Considerato poi che la chiusura forzata delle attività, specie di quelle più piccole, ha comportato una forte crisi di liquidità è necessario prevedere una proroga dei versamenti delle imposte relativi al 2019 a settembre come avvenuto, peraltro, già lo scorso anno”.

“La straordinarietà del momento, poi,  deve portare all’abrogazione di adempimenti che sottraggono liquidità alle imprese, quali lo split payment e il reverse charge, nonché la riduzione della ritenuta applicata sui bonifici che danno diritto a detrazioni d’imposta. Infine si è chiesto di rendere detraibili parte delle spese sostenute dai consumatori finali che comporterebbe il recupero di evasione e un’efficace lotta all’abusivismo”.

LAVORO

Nel documento confederale con sono mancate le proposte in materia di lavoro, come ha spiegato il segretario Giulio Baroni:Nel pieno dell’emergenza si è correttamente puntata l’attenzione sugli ammortizzatori sociali e sugli aiuti da dare a lavoratori, autonomi, e cittadini per fronteggiare la eccezionale situazione di crisi. Misure da cui non era possibile prescindere. Ma i sussidi non devono diventano il fine dell’azione di governo. Al centro della ripartenza va messa la centralità del lavoro, premiando chi lavora e chi crea lavoro e pertanto occorrere rimuovere urgentemente gli ostacoli che scoraggiano le imprese ad assumere”.

“Per contrastare la forte decrescita del tasso di occupazione è necessario abbandonare l’attuale rigide regole dei contratti a termine. Così come bisogna offrire una vera garanzia ai datori di lavoro che il Covid contratto dai propri dipendenti, quando considerato infortunio sul lavoro, non comporti responsabilità in sede penale e civile, nonché l’azione di regresso da parte dell’Inail. La norma sin ora varata dal Governo non è sufficiente. Considerato poi che il lavoro agile è destinato a diventare sempre più centrale nell’organizzazione del lavoro, occorre evitare di regolamentarlo rigidamente prevedendo nel contempo incentivazioni economiche per le piccole e medie imprese che intendano usufruirne. In tema di ammortizzatori socialiha concluso il segretario della Confartigianato cremasca – sarebbe un errore gravissimo quello di ripensare il sistema attraverso un ammortizzatore sociale unico ed uguale per tutti. Il tema non è quello di avere un unico ammortizzatore per tutti, ma quello che tutti abbiano un ammortizzatore”.

 

 

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